L’ESPERIENZA

L’Esperienza

Come si entra

Un rituale semplice,
un gesto universale

Allestisco il gazebo, e per chi vuole, una breve lettura introduce l’esperienza e prepara lo sguardo. Oppure si può iniziare con un minuto di silenzio prima dell’ingresso: niente parole, solo un respiro profondo, un gesto universale che ci allinea.

Poi si entra nella camera obscura: l’interno diventa un luogo insieme interiore e collettivo, dove l’immagine non si possiede, ma si attraversa.

Non c’è nulla che si debba fare: la camera obscura non richiede impegni né risultati, offre solo uno spazio di visione e di sosta. Ognuno decide come attraversarla — in silenzio, con un sorriso, lasciando un segno o semplicemente passando oltre.

L’esperienza non si misura, si vive.

Interno camera obscura con proiezione, Sansepolcro 2018

Pinhole Day, Sansepolcro — 2018

Proiezione dentro la camera obscura, Ginezzo 2021

Non c’è nulla che si debba fare. Ognuno decide come attraversarla.

 
L’Archivio dell’Invisibile

Ciò che rimane dopo l’attraversamento

Per chi lo desidera, l’incontro può proseguire anche fuori dalla tenda: all’uscita si può lasciare una parola, un simbolo o una linea su un cartoncino, costruendo nel tempo una mappa emotiva del viaggio.

Così la teoria diventa pratica condivisa. Le comunità ospitanti diventano parte attiva del progetto, capaci di proseguirne lo spirito in autonomia.

Oltre alle immagini capovolte, il viaggio è anche un diario sensoriale. Ritraggo persone nei loro luoghi significativi con la tecnica stenopeica per creare “cartoline sentimentali” che narrano un dialogo intimo tra individuo e territorio. Registro suoni — risate, fruscii, voci di mercato — che diventeranno cartoline sonore.

Nel mio percorso di mappatura dei luoghi raccolgo e conservo piccoli oggetti trovati lungo il viaggio o condivisi dalle persone incontrate: elementi spesso effimeri e casuali, ma capaci di raccontare storie e sorprese del paesaggio. I frammenti confluiranno in un’installazione: un tavolo da esplorare e una proiezione notturna dove immagini e suoni dialogano, invitando chi lo desidera a scrivere una cartolina per lasciare un dono a chi verrà dopo.

Questo insieme di tracce costituirà l’Archivio dell’Invisibile, custodendo la memoria dei territori attraversati e degli spazi quotidiani, insieme a quei luoghi marginalizzati o dimenticati che riaffiorano nello sguardo di chi si ferma ad ascoltarli.

Workshop stenopeico, Sansepolcro 2018

È un laboratorio di scoperta: si costruisce, si sperimenta, si ride insieme.

I Workshop

Costruire insieme
macchine che vedono

Vorrei organizzare workshop aperti ad adulti e bambini, collaborando con associazioni culturali e istituzioni locali, nei luoghi che vorranno accogliermi — scuole, comunità rurali, quartieri urbani.

Questi laboratori sono puro divertimento costruttivo: si dà forma a semplici macchine stenopeiche con scatole e barattoli, si creano fotogrammi mettendo oggetti direttamente sulla carta fotosensibile, si esplorano tecniche analogiche e si gioca con la luce.

E poi c’è sempre quel momento magico quando l’immagine appare nello sviluppo e si scopre, con stupore, come quasi sempre un’immagine prende forma. La cosa bella del foro stenopeico è che viene sempre qualcosa. Anche se tremi, anche se non hai mai toccato una macchina fotografica, anche se il vento muove la macchina proprio mentre scatti.

L’imperfezione non è un errore, è una firma: il segno che quella foto l’hai fatta proprio tu, in quel momento, con quella luce.

Costruzione camera obscura stenopeica

Costruzione — 2026

A chi è rivolto

Il progetto si rivolge a comunità e persone di ogni età e provenienza, con un approccio inclusivo e intergenerazionale.

Scuole, università e centri educativi

Dove la camera obscura diventa un laboratorio di meraviglia e apprendimento condiviso.

Festival, musei e istituzioni culturali

Interessati a ospitare esperienze partecipative e installazioni temporanee.

Comunità locali

Quartieri urbani, paesi rurali, luoghi marginalizzati — che desiderano riattivare spazi e relazioni attraverso pratiche collettive.

Pubblico generico

Famiglie, adulti, bambini e chiunque sia curioso di riscoprire il mondo capovolto e di partecipare a un gesto creativo semplice e accessibile.

Apriamo spazi in cui lo sguardo si faccia incontro e non giudizio. Se trovo una casa, trasformo una stanza in un luogo dove vedere il mondo sottosopra, scambiando ospitalità con un ritratto.