IL PROGETTO

Il Progetto

La camera obscura e il foro stenopeico ci permettono di assistere a questo evento quotidiano. Non sono invenzioni complesse, ma semplici dispositivi. Attraverso un foro, in un ambiente buio, la realtà esterna si proietta capovolta e, incontrando il nostro sguardo, diventa metafora del modo in cui percepiamo e interpretiamo ciò che ci circonda.

Da queste osservazioni di Mozi sulla luce alle sperimentazioni stenopeiche di Paolo Gioli, si è intrecciato un filo luminoso attraverso epoche, culture e spazi. Con lo stesso principio ho trasformato un gazebo in una camera obscura itinerante. Quel foro viaggia in bicicletta — non per celebrare la storia, ma per riaccenderla negli incontri.

Nel 2014, un viaggio in bicicletta fino a Capo Nord ha rafforzato la mia convinzione che la lentezza non è una rinuncia, ma un modo per assorbire il paesaggio con tutto il corpo.

Una Camera Obscura a Pedali è un esercizio di sopravvivenza poetica in tempi di cecità sistemica: pedaliamo piano, entriamo nel buio, guardiamo il mondo capovolto e creiamo relazioni.